Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Io alle mie donne lo dico sempre che le amo, in ogni modo possibile. Le ascolto, le supporto, le stimolo, le abbraccio, le bacio, le chiamo, mando loro messaggi d’amore. Esattamente come fanno loro con me.

Poi ci sono le donne là fuori. A loro sorrido anche se non le conosco, cerco sguardi di intesa, offro aiuto se le vedo in difficoltà, rivolgo loro una parola gentile. E ne incontro parecchie come me.

Cerco di non mettermi in competizione, di non assumere toni paternalistici, di non sabotarle sul lavoro e nella vita. Cerco di non giudicarle. E di non ascoltare chi le denigra. Difenderle se necessario. Cerco di evitarlo perchè non mi è piaciuto quando lo ho subito. Ho subito questo ed altro da donne che non hanno avuto la fortuna di aver incontrato un’amica stupenda che spiegasse loro quanto sia importante essere solidali tra noi. Non hanno forse avuto la fortuna di essere amate adeguatamente, o di scoprire strada facendo quanto sia fondamentale amarsi.

Poi ci sono le vittime di violenza. Non posso commentare la brutalità, tanto mi è estranea.

Però voglio dedicare questa giornata a una bambina bellissima nella sua semplicità e il suo papà seduti davanti a me in metro. Quei due sprizzavano un tale amore, una tale dolcezza, un’intesa così profonda che non potevi trattenere il sorriso a guardarli. Quella bimba era totalmente a suo agio nel mondo, si sentiva protetta e serena nella sua conquista della vita, perchè lì dietro c’era un papà che la amava nel modo più bello. Quella bambina mi è sembrata una radio e il papà l’ha sintonizzata su una frequenza che trasmetterà solo canzoni allegre d’amore. Almeno mi piace pensarla così.

E voglio anche dedicarla a quelle due stupende signore che con un fare materno e pratico hanno aiutato quella povera ragazza alla stazione, purtroppo malata di mente e ridotta in condizioni che faceva male al cuore a guardarla. Loro non si sono preoccupate di sporcarsi i vestiti e l’hanno assistita mentre io e una bella ragazza ben vestita, cercavamo aiuto. Prime fra una folla fino a quel momento indifferente. Ho pianto e sto ancora piangendo a pensarci, ma almeno sono felice di aver incrociato il mio cammino con delle donne stupende anche per un attimo e di sapere che almeno per un giorno qualcuno si prenderà cura di quella sfortunata creatura, la laverà e la scalderà.

È un buon momento per noi e per il nostro processo di emancipazione, ma non dimentichiamo quello che ci ha reso forti anche quando i tempi ci erano avversi: il senso di comunità e disolidarietà.

Se siamo state fortunate, è nostro dovere tendere una mano. E poi…sarà che la bellezza del sorriso di una donna non ha paragoni <3

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