IL MODO MIGLIORE DI RESPIRARE

Tratto da: http://www.rodalesorganiclife.com/wellbeing/healthiest-way-breathe

Il seminario sembra un raduno di preghiera.
Trenta allenatori, seduti gomito a gomito tra gabbie da squat e pesi, allungano il collo per assistere al miracolo che sta per accadere in fondo alla stanza. Le luci sono suffuse, eccetto una, puntata su un tavolo da massaggio dove un uomo giace supino a torso nudo. Il guaritore sorride rassicurante mentre posa la sua mano sinistra sul petto dell’uomo e la destra sotto la schiena.
“Scusa le dita fredde”, dice Ron Hruska, Medico Associato, Personal Trainer, direttore dell’Istituto di Ripristino Posturale (il “guaritore” n.d.r.), provocando un brusio di risatine nella stanza. “Adesso fai un bel respiro profondo e vediamo se riusciamo ad aggiustare questa spalla”.
Il paziente è un istruttore di 34 anni di Chicago che soffre di un problema alla spalla da anni. Sollevare qualunque cosa con il braccio destro gli causa fastidio. Sollevare il braccio oltre la spalla scatena il dolore. E il suo sguardo rivela che non si aspetta di sentire niente di differente di lì a pochi minuti durante la seduta con Hruska.
Si rende conto di quanto si sbaglia non appena inizia a espirare. A quel punto Hruska preme deciso sullo sterno e muove l’altra mano lungo la colonna vertebrale per allungarla. “Di nuovo”, dice Hruska, contraendo le labbra per lo sforzo. Ripetono il ciclo alter due volte. “Adesso rilassati”, dice il medico, mentre solleva il braccio destro del paziente fino a posarlo accanto al suo orecchio. “Ti ricordi che non riuscivi neanche ad arrivare alla testa?”
Con gli occhi spalancati dallo stupore l’uomo muove il braccio in su e in giù un po’ di volte. “Incredibile”, mormora.
“Volete sapere come ho fatto?” chiede Hruska. Trenta teste annuiscono contemporaneamente. “Cominciamo da cosa non ho fatto. Non ho trattato la spalla, non direttamente. Ho aiutato il diaframma a fare il suo lavoro e questo ha permesso il rilascio della tensione dei da parte dei muscoli del torso che compensavano la sua inattività. Costui non ha un problema alla spalla; ha una disfunzione respiratoria.”
E non è il solo.
La maggior parte di noi da la respirazione per scontata. Respiriamo circa 14 volte al minuto, più di 20.000 volte al giorno e circa 526 milioni di volte durante il corso della vita. La maggior parte di questi respiri sono automatici; la respirazione in genere richiede la stessa attenzione della digestione o della circolazione del sangue. Nonostante tutta questa pratica, la maggior parte di noi è un disastro a respirare.
“La ragione di ciò è che la maggior parte di noi non usa né considera il diaframma come dovrebbe, e cioè come il muscolo primario della respirazione,” dice Bill Hartman, C.S.C.S., co-proprietario di IFAST a Indianapolis e ospite del seminario.
È una conseguenza della vita moderna. Stress cronico, abitudini ripetitive e una distorta ergonomia (leggi: studio dell’uomo a lavoro, il suo rapport con le machine e le tecnologie, teso alla prevenzione dell’insorgenza di effetti dannosi di questa relazione. L’analisi della postura al tavolo di lavoro ne è un esempio. N.d.r.) causano un uso sbagliato del diaframma. Invece di aiutarvi a respirare, viene usato per supportare la postura e la stabilità. “Il risultato è disastroso,” dice Hruska.
Non importa se sei un un fumatore di 80 anni, un olimpionico di 23 o una persona mediamente allenata, ci sono buone probabilità che il modo in cui stai respirando in questo momento sta inondando il tuo corpo di ormoni dello stress (cortisolo e adrenalina n.d.r.), compromettendo le tue articolazioni e la tua mobilità, soffocando la tua energia e danneggiando la tua vita quotidiana. Quattordici volte al minuto diventi più debole e spento.
La missione di Hruska è cambiare questo stato di cose. Il primo passo è capire come è organizzato il nostro corpo.
Esternamente il corpo umano appare simmetrico, abbiamo due gambe, due braccia, due occhi, due orechie. Sotto la superficie però, questa simmetria sparisce. Abbiamo il fegato a destra e la milza a sinistra. Il cuore si trova in una cavità nella parte centrale/sinistra della cassa toracica e prende così tanto spazio che il polmone sinistro deve essere più piccolo del destro (due lobi contro i tre del destro) per fargli spazio. Persino le due metà del diaframma sono differenti in dimensione e forza. “Ogni apparato nel corpo –visivo, digerente, muscolare, respiratorio, linfatico, neurologico- è naturalmente asimmetrico,” dice Hruska.
Questo non dovrebbe essere un problema perchè, sebbene orgaizzate asimmetricamente, le strutture del corpo sono più o meno disitribuite equamente. “Questa asimmetria però ci porta a spostare il nostro centro di gravità sulla gamba destra.”
Se stai in piedi per qualche minuto, ovunque ti trovi, sai di cosa parla Hruska. Sposti il peso sulla gamba destra, porti avanti il piede sinistro, ruoti il bacino verso destra e verso il basso, abbassi la spalla destra e sollevi il lato sinistro della gabbia toracica. Il risultato è una posizione tipo il David di Michelangelo.
Assumiamo questa posizione in parte a causa della gravità, in parte per supportare la funzione della parte più grande (e più spessa n.d.r.) del diaframma, quella destra, e in parte perchè la sua attaccatura alla gabbia toracica è più forte e ci tira in quella direzione. “Ma è anche una conseguenza dell’essere destrimani,” dice Hruska. “Anche se sei mancino, ruoti verso destra perchè tutti gli oggetti sono concepiti per destri, dale maniglie alle auto.”
Alla fine rimaniamo bloccati in questa postura sbilanciata a destra. “Assumere costantemente questa postura crea dei cambiamenti neuroplastici che la rendono la norma,” dice Hartman, “E questa norma può creare problemi ad altre parti del corpo, specialmente le articolazioni.”
[…]
“Il corpo umano,” continua Hruska, “è disegnato per movimenti reciproci. Quando camminiamo, corriamo, ci arrampichiamo, gattoniamo e in generale ci muoviamo da un punto a un altro, sincronizziamo i movimenti di arti opposti e spostiamo il centro di gravità alternativamente tra la gamba destra e la sinistra. O per lo meno questo è ciò che dovrebbe accadere. La maggior parte di noi non ci riesce.” […] Continuiamo a muoverci con la “rotazione del David”. […] “È come guidare senza far fare la convergenza, puoi compensare con il volante, ma le gomme si consumeranno in metà del tempo.” (Neil Rampe, Preparatore Atletico e Kinesiologo)
Nel corpo umano questo danno da usura si manifesta principalmente con dolori alla schiena, al collo e alle articolazioni. Se sovraccarichi una parte, essa si consuma o si rompe. Probabilmente però la conseguenza più insidiosa di questa cattiva postura è l’effetto sulla respirazione. “Senza reciprocità il diaframma non può fare il suo lavoro.” (Hruska)
Per aiutarti a respirare il diaframma deve avere la forma di una volta. In questa posizione può premere contro le costole, incrementando la stabilità. Quando si contrae e si appiattisce, attira aria nei polmoni. L’area in cui il diaframma preme contro le costole nel suo stato neutro, si chiama zona di apposizione.
Abitudini posturali errate e stress cronico causano una contrazione costante del diaframma e un’espansione della gabbia toracica. Il risultato è che l’area di contatto (zona di apposizione) diminuisce (e quindi la stabilità n.d.r.), il diaframma smette di essere un muscolo respiratorio e la respirazione diventa toracica, il tipo di respirazione più inefficiente.
Nel suo stato di quiete, il diaframma ha la forma di un paracadute. Quando inspiri, si contrae, aumenta lo spazio nella cavità toracica, i polmoni si espandono, i muscoli intercostali fanno lo stesso, le costole si muovono in fuori e verso l’alto. La pressione all’interno della gabbia toracica scende e questo causa l’ingresso dell’aria nei polmoni. Quando espiri, il diaframma e gli intercostali si rilassano e spingono l’aria fuori. Espirare non richiede alcuno sforzo.
Più l’area di contatto è estesa, più efficiente è la respirazione e più stabili sono il bacino, la colonna e il torace. L’area di contatto è il famoso core di cui ormai tutti i trainer parlano e che la maggior parte della gente confonde con i muscoli addominali.
[…]
L’altro problema di un diaframma bloccato e della respirazione toracica e che essi ingannano il cervello. Da quella situazione/posizione il cervello desume che siamo in pericolo. Infatti nelle situazioni di pericolo, il cervello impiega prima i muscoli respiratori meno efficienti, gli intercostali, per non togliere energia al più potente che è il diaframma, in caso la situazione volga al peggio. (Dr Brown, capo della sezione di studio delle prestazioni all’Istituto Inglese dello Sport)
Il cervello funziona per generalizzazioni e se respiri col torace lui pensa che siamo in pericolo e inonda il corpo di ormoni dello stress, cortisolo e adrenalina, che sono funzionali alla scarica di energia che occorre per fuggire da un predatore. Se però non puoi fermare questo afflusso di ormoni, come capita con un’abituale respirazione toracica, il sistema cardio-vascolare ne viene invaso. E se il sistema cardio-vascolare è invaso dagli ormoni dello stress, si innesca la respirazione toracica. È un circolo vizioso. (Dr Libby, pneumologo)
La posizione neutra aiuta tutto il corpo. Ma in un mondo di destrimani e per destrimani bisogna aiutare la neutralizzazione/compensazione. Piccoli suggerimenti:
• Quando siedi al computer, premi un po’ il gluteo sinistro sulla sedia, fletti leggermente il busto verso sinistra e poggia il braccio sinistro sul tavolo o sul bracciolo.
• Dormi sul lato sinistro con un cuscino sotto il busto e un altro tra le gambe.
Queste azioni compiute in maniera costante, ridisegnano la rappresentazione del tuo corpo nel cervello, rendendo la reciprocità del movimento automatica. (Hartman)
Altri benefici di una corretta respirazione sono: l’abbassamento della pressione sanguigna, migliore qualità del sonno e diminuzione del rischio di ictus e attacchi cardiaci. Anche alcuni malati di fibromialgia hanno riportato una diminuzione dei sintomi.
Una sorta di rivoluzione è in atto, sempre più medici, terapeuti e trainers stanno familiarizzando con i concetti di neutralità, zona di apposizione, respirazione diaframmatica, inclinazione pelvica. Hruska considera la sua “rivoluzione” non così rivoluzionaria in fondo. “È il futuro, ma anche un ritorno al passato, quando si lavorava e giocava all’aperto e non si sedeva tutto il giorno, un ritorno alla situazione che c’era prima che diventassimo maledettamente destri, per tutto il tempo.”

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Protected by WP Anti Spam