A un difensore del NO – Referendum Trivelle

Vorrei dire a chi ci ha tenuto a sottolineare che il petrolio sverzato a Genova non viene dalle petroliere, che per noi il problema non sono le petroliere, è il petrolio e l’eccessivo investimento di capitali nello stesso, quando potremmo rivolgergi a fonti energetiche alternative con impatto molto più basso.

Vorrei dire a chi dice che fermando le trivelle aumenteranno le petroliere, che allora non ci sentite bene. Vogliamo investimenti sulle fonti rinnovabili. Partendo da piccoli interventi fino ad arrivare a modifiche radicali degli approvvigionamenti. Non ci vuole tutto il tempo che ci vogliono far credere. E soprattutto come dice Sian Berry “Non vi abbiamo mai sentito dire che per le vostre missioni “umanitarie” in Medio Oriente non avete fondi. Per alzare le pensioni minime però siete sempre in rosso”. E per le rinnovabili. Dove sono finiti gli incentivi?

Vorrei dire a chi dice che il gas non è dannoso che “Anche per il gas si usano fanghi di perforazione, anche per il gas ci sono emissioni in atmosfera di idrogeno solforato, benzene, VOC ed altra monnezza varia. Lo sa (Michela Costa, geologa per il NO n.d.r.) che in Emilia Romagna a causa delle estrazioni di gas c’è la subsidenza che ha portato all’abbassamento del terreno di vari metri? O che in Polesine ci sono state alluvioni mortali a causa delle estrazioni di metano? Non se ne parla, ma esistono.” Cit. Maria Rita D’Orsogna http://dorsogna.blogspot.co.uk/2016/03/michela-costa-geologa-il-referendum-e.html?m=1

Vorrei dire a tutti, fronte del si, fronte del no, astensionisti, me stessa: informiamoci, partecipiamo di più, cerchiamo fonti attendibili. Il diritto di parola ce l’abbiamo tutti. Pare. Il diritto alla gaffe pure. Quello di rettificare delle inesattezze, eufemisticamente parlando, pure. Almeno con noi stessi.

Giù la presunzione, su la conoscenza. Socrate ringrazia.

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